H 20.00-22.00
Chiesa Museo delle Monacelle
“Tefteri: Un viaggio nel Mediterraneo”

Spettacolo tragicomico liberamente tratto da Nerone, un melologo di S. Benni.
Regia: Alessandro Fiorella
Tefteri significa taccuino. E’un particolarissimo diario di viaggio che racconta l’intreccio inestricabile di mito e realtà, storia e leggenda, accogliendo un luogo arcano come il mar mediterraneo: un palcoscenico privilegiato di epifanie divine. Questa raccolta di mutevoli impressioni e nuove scoperte viene puntualmente registrata da Odis,, che reinventa una improbabile Odissea al femminile. La chiave di volta dello spettacolo è costituita dall’ingerenza continua dello spirito di Nerone che vuole ottenere da Odis una visibilità tangibile nella storia; richiesta che rimane, perlopiù inascoltata.  Un’occasione per narrare le gesta del più grande imperatore della storia, più poeta cialtrone che tenebroso dittatore.  Un personaggio conosciuto per luoghi comuni, molto più complesso ed enigmatico di quanto si creda. Un tiranno crudele e bizzarro, ma amante dell’arte: “artifex pereo le sue ultime parole”, sostiene Svetonio. Odis intraprende il suo viaggio partendo da un boschetto sacro dove, incantevoli Naiadi la principiano all’ incanto della foresta, luogo in cui gli alberi diventano con le loro continue metamorfosi i padroni del tempo, ieratici e intoccabili. Qui è nata e cresciuta sotto la guida del vecchio saggio Tebib , per poi salpare su una nave, mossa dal suo insaziabile bisogno di conoscenza. Forse, una triremi ateniese, una galea veneziana oppure un vascello del sultano di Istanbul. Poco importa ai fini dell’impianto drammaturgico. Un punto nodale rimane piuttosto la figura di Nerone che rimane intrappolato prima negli ulivi secolari e poi nel tavolato ligneo dell’imbarcazione usata dalla protagonista per solcare i mari. Così come vuole la tradizione dantesca come pena inflitta ai violenti contro sé stessi. Una uscita di scena degna di un commediante che pretese di farsi uccidere da un suo schiavo.

 

Riflessioni
Se non ci fossero gli alberi, il cielo cadrebbe sulla terra? E se gli alberi parlassero, gli uomini si accorgerebbero forse di esistere?
Capita così a Odis, epico avventuriero, viaggiatore viaggiante alla ricerca di luoghi e di un sé nascosto; così succede a Nerone, tiranno suicida, punito e intrappolato in un tronco d’albero, che immobilizza e scatena la sua incontenibile esuberanza. Intorno, le ninfe danzano in silvestri rituali, mentre il saggio Tebib ne esalta e celebra la ciclica sacralità.
Ma se gli alberi camminassero, esisterebbe ancora il tempo? E gli spazi?
In viaggio le distanze si annullano e la Storia confonde e sovrappone il suo verso: nei riflessi del mare si specchiano vite, sogni e affanni, perché ogni mare trova la sua terra, gli odori erborei e le fatiche delle sue pieghe, come in un tefteri pazientemente compilato. L’ironia sospende gli eccessi e le velleità dei costi; la sapiente curiosità scopre la verità dei benefici.

DURATA: 50m
H 21.00-22.00
POETI E CANTORI DELLA “TERRA”
Donato D’Amico, Rosaro Santoro, Ottavio Bari
Intermezzi musicali: Piero Lapenna
Conduce la serata: Nando Sallustio